venerd́ 18 maggio 2012
S. Giovanni I, S. Felice
Il fonte battesimale, realizzato nel 2002, è collocato fra le due vetrate istoriate policrome (nn. 4 e 5) della passione, morte e resurrezione del Signore.
Il fonte è realizzato in pietra serena, posto sotto il livello del pavimento: per essere battezzati si scende come Gesù nel greto del fiume Giordano. La struttura richiama i pozzi di un tempo.
Al centro la fontana d’acqua zampillante.
 

Sulla parete l’opera di un esperto mosaicista friulano, progettata ad acquerello dal parroco don Bruno Folezzani, il quale nella realizzazione ha voluto un innovativo accostamento del luminoso mosaico con il marmo rosa di Verona allo stato grezzo, lo stesso marmo utilizzato per il battistero di Parma.
I due materiali si incontrano, si compenetrano e si fondono in un’ardita e geniale armonia compositiva.

a sinistra l'acquerello del parroco...

a destra l'opera realizzata.

 
Per una corretta interpretazione del mosaico occorre ricordare tre passi biblici:

1)...Gesù [..] fu battezzato nel Giordano da Giovanni.
E, uscendo dall’acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito discendere su di lui come una colomba.
E si sentì una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto».” (Mc 1,9-11)
Il cielo si apre e in un fascio di luce discende lo Spirito Santo: bianca colomba dalle ali aperte in volo, un gesto di protezione per tutta l ’umanità.
Il quadruplice fascio di luce, l’apertura alare, la piccola testa reclinata sul petto, richiamano ad un tempo il mistero della croce, della morte, della resurrezione, della pentecoste.

2) “Mosè (nel deserto) alzò la mano, percosse la roccia con il bastone due volte e ne uscì acqua in abbondanza...” (la cascata). (Num 20,11)

3) “Tutti bevvero la stessa bevanda spirituale: bevevano infatti da una roccia spirituale che li accompagnava, e quella roccia era il Cristo.” (1Cor 10,4)

L’acqua che dal fonte zampilla scaturisce dalla pietra viva che è Cristo e diventa fontana, la fontana del villaggio in cui tutti possono trovare ristoro e dissetarsi.
Anche Gesù, stanco ed assetato, siede al pozzo e ci attende, promettendoci un’acqua che placherà la nostra sete.
“Chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna.” (Gv 4,14)
La sorgente d’acqua cristallina scaturisce dove il fascio di luce e fuoco (Spirito Santo) colpisce la roccia; tra le pietre discende la cascata, nascondendosi dietro il pozzo che viene alimentato dall’acqua viva:
chi ha sete venga e beva da me.” (Gv 7,37)
Anche gli ebrei che morivano di sete nel deserto furono dissetati.
 

Anche noi, dissetati, diverremo fontana e potremo a nostra volta dissetare.
Col battesimo diveniamo portatori della luce divina.
Il cero pasquale, posto al centro, è segno di Cristo luce.
Il nostro sorriso, i nostri occhi, il nostro volto, la nostra presenza saranno luce per gli altri.
Quelli che camminavano nelle tenebre videro una grande luce, perchè “Io sono la luce del mondo; chi segue me, non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita.” (Gv 8,12) ed anche “Voi siete la luce del mondo...” (Mt 5,14)

Il fonte battesimale è il grembo materno della Chiesa che genera e dona la Vita: “Tutti là sono nati”. (Sal 87,4)