Quando si partecipa a qualcosa di bello, dopo è naturale condividere ciò che si è vissuto. È quello che è successo a chi è andato a Madrid per la GMG 2011.
In questa pagina ci sono alcune brevi testimonianze su quei giorni, così carichi di fede e gioia.
Un Amore che supera tutto
Non ero mai stata ad una GMG, per me era la prima volta ed è stata un esperienza bellissima che mi ha regalato tante sorprese!!! Mi sono emozionata la sera della veglia a Cuatro Vientos, quando, nonostante il forte vento e la pioggia, 2 milioni di ragazzi provenienti da ogni parte del mondo si sono messi in silenzio davanti all'esposizione del Santissimo. È stato un momento breve, causa maltempo, ma davvero molto intenso e non sono riuscita a nascondere un pò di commozione!
Per 10 giorni mi sono sentita parte di qualcosa di grande, di un Amore che sconfigge barriere, lingue, confini e pregiudizi. Persone diverse, arrivate dal capo opposto del mondo, riunite per pregare, amare, condividere, imparare, donare...
Ci si capiva anche se non si parlava la stessa lingua, perchè c'era qualcosa di più profondo che ci accomunava.
Se ripenso alla GMG non mi vengono in mente la stanchezza e la fatica, che comunque non sono mancate, ma penso all'insieme di colori, di canti, di profumi, di amicizie che mi sono portata a casa!
Mi piacerebbe andare alla prossima, in Brasile, terra meravigliosa in cui vorrei tornare!
M.Chiara Zuelli
Il cuore della GMG
Per me la GMG è stata un esperienza molto significativa; avendo partecipato anche al gemellaggio ho avuto la possibilità di conoscere nuove persone, stringere nuove amicizie e consolidare altre già esistenti. Per quanto riguarda i giorni della GMG vera e propria, è stato entusiasmante vedere persone provenienti da tutti i continenti riuniti assieme per credere in Gesù. Era bellissimo vedere quanta gioia traspariva dalle persone che erano là in Spagna e lo si vedeva quando si camminava assieme, quando si cantava e quando si pregavadurante la messa.
Il punto più emozionante credo sia stato quando durante la veglia è stato esposto il santissimo poiché, nonostante ci fosse vento e fossimo bagnati dalla pioggia, si è riusciti a fare un bellissimo momento di silenzio e adorazione.
Che dire ancora, chi non avesse mai fatto una GMG è bene che si dia da fare, perché la prossima è a Rio de Janeiro e non è proprio dietro l'angolo!
Alberto Borroni
Non è stata la "solita" GMG
Ad essere sincera, la JMJ di Madrid 2011 non era assolutamente nei miei piani. Ero già stata Roma, nel 2000, e a Colonia nel 2005. E poi… l'età non era più da Giornata Mondiale della Gioventù e l'intensità degli impegni pastorali vissuti nell'ordinarietà mi avrebbero facilmente convinto a rimanere a casa. Se non fosse stato per il desiderio di verificare anche questa piccola decisione con il padre spirituale che, leggendo in quella singolare esperienza un particolare disegno della volontà di Dio, mi aveva suggerito di accompagnare i "nostri" ragazzi… probabilmente sarei stata tra i tanti che la JMJ l'hanno seguita dalla diretta di TV2000.
E invece… "i miei pensieri non sono i vostri pensieri". E a quasi quarantadue anni mi sono ritrovata a preparare lo zaino e, soprattutto, il cuore.
Poi, un pomeriggio di giugno, la telefonata di don Paolo Salvadori (contattato da don Nicolò Anselmi, responsabile del Servizio Nazionale di Pastorale Giovanile) mi proponeva – insieme agli altri compagni di viaggio – la possibilità di animare le catechesi e la liturgia nella parrocchia di S. Juan de la Cruz. Oltre al nostro Vescovo Enrico… avrebbero parlato il card. Bagnasco e il mons. Crociata (rispettivamente presidente e segretario della CEI). Ancora una volta Gesù cambiava le carte in tavola: vivere la JMJ dalla parte di chi avrebbe aiutato a pregare, meditare, vivere con intensità non solo le catechesi ma anche le celebrazioni liturgiche. Non "utenti", quindi, ma protagonisti attivi.
Per questo posso dire che non sia stata la "solita" GMG.
Insieme agli altri ragazzi… ci siamo svegliati alle 6 del mattino per poter arrivare a Madrid in tempo per svolgere un servizio richiestoci da Gesù per mezzo della sua Chiesa; abbiamo trascorso ore ed ore in quella parrocchia – così simile alla nostra… - a controllare che tutto funzionasse, a smontare e rimontare un rudimentale impianto audio (andato in fumo proprio durante la Messa celebrata dal card. Bagnasco!), a provare e riprovare ritornelli dei salmi durante gli spostamenti in metropolitana o sul sagrato della chiesa (ancora chiusa, alle 8 del mattino!), a cercare – nel nostro piccolo – di condividere con quei più di mille giovani presenti a s. Juan de la Cruz il desiderio di fare qualcosa di bello per Dio.
No: non ho e non abbiamo visitato le bellezze artistiche di Madrid. Non c'è stato tempo per fare i turisti. Non abbiamo intravisto nemmeno da lontano la Papamobile che accompagnava il Santo Padre nei suoi vari spostamenti. Non abbiamo assaporato quasi nulla della veglia ai Cuatro Vientos: i fulmini del temporale estivo hanno fatto saltare proprio il "nostro" maxischermo. Non abbiamo avuto il tempo di gioire con i brasiliani per la prossima GMG a Rio de Janeiro: era tardi e dovevamo affrettarci all'uscita per non rimanere fagocitati dalla folla. Il Papa non l'abbiamo proprio incontrato. Ma Gesù, sì. Lui c'era. Era sensibilmente presente tra noi nel tacito accordo di amare, possibilmente, sempre. O, almeno, il più possibile. Era lì. Nella pazienza di aspettare il proprio turno per mangiare o per lavarsi, nel superare i piccoli nervosismi che la stanchezza inevitabilmente suscita, nel tentativo di sorridere nonostante l'imbarazzo delle telecamere di TV2000… ripetendo, in cuore: "Gesù… lo faccio… facciamo per te!". Era lì, nella Chiesa ad alti livelli: stupenda manifestazione dell'Amore di Dio Padre. Era lì, nel credere, costantemente, che dove due o tre sono riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro. Ed eravamo ben più di due o tre. Abbiamo toccato con mano che la sua presenza tra noi valeva ben più belle opere d'arte della megalopoli madrilena e infiammava il cuore ben più del caldo asciutto che seccava la gola e faceva desiderare solo acqua fresca.
Gesù. Nell'esperienza del mormorio di vento leggero di cui parla il profeta Elia. Senza tante parole, senza tante "trovate scintillanti". Lui solo: semplicemente e sorprendentemente.
GMG diversa dalle altre. Ma stupenda, meravigliosa, benedetta GMG!
Ilaria Mazzoli
Un prete a Madrid: stola bagnata... stola fortunata! Un telo variopinto, inserito nel kit dei partecipanti,
con il quale ognuno poteva realizzare
un segno, un richiamo personale: una bandana,
una giacchetta, un paio di pantaloncini,
una sciarpa.
Io, prete, cosa avrei potuto ricavarne? Cosa mi
avrebbe meglio rappresentato? Una stola.
Il colore, non proprio liturgico, nel quale però, tra i vari simboli della Gmg, primeggiava
l'azzurro, poteva essere "spianato" proprio nella
festa mariana dell'Assunzione. E, nella celebrazione
della Messa con il papa, ricevere la
benedizione solenne.
Se con lieta e tranquilla sorpresa questa stola, uscita dalle mani di una cara signora di parrocchia (Giovanna Donelli - ndr), è stata curiosamente osservata anche
dal nostro Vescovo Enrico in occasione
della celebrazione di inizio pellegrinaggio a
Guadalajara, con meno attenzione è stata osservata
dalla variopinta juventud del Papa
presente ai Cuatro Vientos.
Ho celebrato mescolato tra la folla dei giovani:
non sono riuscito a raggiungere il palco per
unirmi agli altri sacerdoti. Nella notte, l'acquazzone
improvviso, pur nel tentativo di
ripararsi con mezzi di fortuna, ha bagnato
parte dello zaino e… un po' anche quella stola. Al mattino presto… si svuota lo zaino, torna a
splendere il sole che tutto asciuga e riscalda.
Il ricordo torna, inevitabilmente, alla fatica
della veglia condivisa con il Papa che, sotto il
diluvio, imperturbabile, dice: «Restano loro… resto anch'io!». Rimane il segno di una condivisione,
di una presenza che richiama, nella "barca in tempesta", quel "non temete, sono
io!". È "l'esserci" del pastore che non abbandona
il suo gregge.
All'inizio della celebrazione Benedetto XVI
ringrazia i giovani per il loro entusiasmo e il loro
coraggio: «Dio sa ricavare il bene da tutto!».
Inizia la Messa: indosso la stola, ormai asciutta… tra i miei giovani e i giovani di tutto il
mondo. È un'emozione grande: una lacrima
di gioia scende ancora su quella stola: mi sembra
di unire in quel calice "quella goccia" che
sempre ci appartiene e sempre ci è chiesto di
offrire, "per noi e per tutti", saldi nella fede.
Stola bagnata… stola fortunata!
Don Giuseppe Mattioli (da Vita Nuova del 2 settembre 2011)
Gesù fra noi
Era la prima volta che partecipavo ad una Gmg ed è stata davvero una bella esperienza.
La prima parola che mi viene in mente quando ripenso a quei giorni è "Famiglia": mi sono proprio sentita parte di una grande famiglia, fatta da tutte le persone che erano lì presenti con noi e che venivano da tutto il mondo, e parte di una piccola famiglia, fatta dai miei amici della Parrocchia e dal mio Parroco. Abbiamo condiviso tutto in quei giorni e, soprattutto, abbiamo gustato la presenza di Gesù fra noi. Ci siamo aiutati nei momenti di difficoltà, abbiamo riso e sorriso insieme, abbiamo camminato, cantato, abbiamo pregato, ascoltato, ...
Come per molti, anche per me l'adorazione a Cuatro Vientos è stato un momento fortissimo, emozionante, che, anche se per pochi minuti, mi ha fatto staccare la testa dal pensiero della pioggia, dello zaino bagnato e del vento e mi ha fatto ritornare a Lui, il vero motivo per il quale tutti noi eravamo lì in ginocchio, in silenzio.