luned́ 6 febbraio 2012
S. Paolo Miki e compagni

Il progetto della Caritas parrocchiale: una rete di solidarietà

Circa 20 anni fa, è nato un progetto di Caritas parrocchiale: l’articolazione del quartiere in 52 diaconie territoriali, piccole zone comprendenti ciascuna 50/100 famiglie affidate alla cura di un animatore responsabile. Da questo progetto sono nati i missionari della carità pastorale: coloro che voglio condividere l’ideale missionario del Pastore. Gesù non vuole solo dei "pescati", ma dei pescatori... non dice solo venite, ma andate: Gli animatori-missionari non vanno a parlare di religione, ma portano amore.

Un esempio: il parroco passa a benedire le famiglie e scopre tante realtà e bisogni (persone sole, malati, anziani soli, disabili, famiglie in difficoltà...); gli animatori tornano ad integrare l’opera creando, dove è possibile, legami di amicizia attraverso visite periodiche. Occasione privilegiata è la distribuzione mensile del notiziario parrocchiale che consente la visita alle singole famiglie.

Accanto al responsabile si costituisce, in ogni diaconia, un piccolo gruppo composto da persone sensibili che vivono nei singoli palazzi della diaconia stessa. La meta ideale sarebbe che in ogni palazzo fosse presente una persona che svolgesse un servizio prezioso chiamato sentinelle della carità: un osservatorio in prima linea, un pronto soccorso di solidarietà.

Crediamo che “la vitalità di una Caritas non si misura tanto sulle occasioni eccezionali e sulle emergenze, ma soprattutto sulla quotidianità e ferialità della vita. L’anziano, la vedova rimasta sola, la persona malata...: queste sono le occasioni quotidiane. Si tratta di suscitare l’abitudine ad assicurare nell’ambito del caseggiato, nel quartiere, tra il vicinato quelle risposte immediate che danno il senso del calore umano e dell’amicizia.” (M.Salerno, Caritas e Parrocchia)

Nel centro parrocchiale è comunque presente un piccolo gruppo di animazione Caritas, nato nel 1994 come commissione del Consiglio Pastorale per promuovere, coordinare, sostenere le attività caritative nell’ambito della parrocchia e punto di riferimento per gli animatori di diaconie.

Proprio in quell'anno è nata la Sala di Comunità.

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