
Da "Famiglia cristiana" n.16/2005
RITRATTO DEI PIÙ STRETTI COLLABORATORI DI GIOVANNI PAOLO II, I SUOI VERI "FAMILIARI"
LA FAMIGLIA DI WOJTYLA
IL FEDELE SEGRETARIO DON STANISLAO DZIWISZ, CON LUI DAL 1963, LE SUORE POLACCHE, NAVARRO VALLS, IL MEDICO E ALTRI. ClOÈ QUELLI CHE LO HANNO AMATO PIÙ DA VICINO.
Lo hanno amato come un padre e ora torneranno in Polonia. Le suore polacche, Ancelle del Sacro Cuore di Gesù, hanno pianto in silenzio per molti giorni. Le loro immagini sono apparse sulle Tv di tutto il mondo. Si erano viste dietro la salma, un passo dopo l'altro, lento. Sembravano volerlo scortare fin sulla soglia di Pietro.
Erano partite con lui dalla Polonia, quasi 27 anni fa. E ora ci tornano con la tristezza nel cuore. Riferisce chi ha potuto parlare con loro che «è stato un privilegio assisterlo», un privilegio che, dicono, «non meritavamo». Le suore polacche fanno parte dei cosiddetti "familiari" del Papa. Un Papa ha una famiglia particolare, che vive con lui nell'appartamento lassù alla terza loggia del Palazzo
Apostolico, quello da dove si affaccia ogni domenica. Nel passato era un segreto protetto anche dalle leggi pontificie. I camerieri erano naturalmente segreti, l'addetto al guardaroba pontificio anche. Si chiamava vestiarius ed era il custode delle cose del Papa.
Anche adesso il nome di suor Tobiana Sobcdka, la superiora delle cinque suore polacche che sovrintendevano nell'appartamento papale, non compare nell'Annuario. Eppure sono vissute lì per quasi 27 anni. Suor Tobiana, che è anche infermiera, è stata quella sempre più vicina al Papa. Lo ha accompagnato in tutti i suoi viaggi. Viaggiava nella cosiddetta "sezione B" dell'aereo, insieme al medico e al cameriere. Ed era lei dentro l'auto, dietro al Papa, al ritorno dal secondo ricovero al Policlinico Gemelli.
Non si conosce molto delle suore polacche. Alcune di loro stavano con il Papa fin dai tempi di Cracovia. Insieme a suor Tobiana c'erano suor Matylda, suor Eufrosina e suor Germana. Si sa che suor Matylda curava il guardaroba del Papa, suor Eufrosina si occupava della corrispondenza personale. Suor Germana era la cuoca di papa Wojtyla.
Durante le vacanze molti hanno imparato a conoscerle perché andavano a fare la spesa. Ma anche a Roma qualcuna usciva da una porta laterale del Vaticano per entrare in qualche negozio vicino.
Il Papa aveva una vera e propria famiglia. Il portavoce Navarro ha usato questo termine il 2 aprile, quando riferì della gravita delle sue condizioni e del fatto che gli stavano vicino i familiari. Oltre alle suore c'erano Angelo Gugel, l'aiutante di camera, il cameriere, che abbiamo visto piangere e pregare a lungo accanto alla salma nella Basilica di San Pietro, e Adalberto Leschiutta, decano di sala, una sorta di maggiordomo dell'appartamento pontificio.
E poi don Stanislao Dziwisz, il segretario di papa Wojtyla: era come un figlio per lui, che da qualche anno si faceva aiutare da un altro polacco, don Mietek. Stanislao gli sta vicino dal 1963. Aveva 24 anni, era appena diventato prete, quando venne scelto dal futuro Papa come segretario. Si erano conosciuti prima, quando Stanislao era ancora seminarista.
La solitudine di don Stanislao oggi è assoluta e il suo è lo sguardo di un orfano. Lo abbiamo visto stanchissimo, commosso, senza neppure l'intenzione di nasconderlo.
Al funerale, per la prima volta in 26 anni durante una messa non era accanto al Papa. Sedeva tra i vescovi, tra il prefetto della Casa Pontificia monsignor James Harvey e l'elemosiniere monsignor Oscar Rizzato.
Don Stanislao da venerdì sera ha lasciato l'appartamento pontifìcio e si è trasferito in una casa religiosa sulla via Cassia, lontano dal Vaticano.
Nel 2003 era stato nominato prefetto aggiunto del la Casa Pontifìcia, un ruolo creato appositamente per lui in uno degli uffici vaticani più delicati, quello che sovrintende alle udienze pri vate, speciali, generali quello die dispone tutto quanto gira attorno al Papa.
Don Stanislao nel 1998 era stato nominato vescovo, unico segretario di un Papa vivente nei tempi moderni a ricevere la dignità episcopale. Si è scritto molto sull'ipotesi che fosse proprio lui il cardinale in pectore che il Papa si era riservato nell'ultimo concistoro. Ma il nome nel testamento non c'era e quindi la questione, come ha detto il portavoce Navarro, «non si pone più».
Wojtyla non è il primo Papa che muore senza aver rivelato il nome di cardinali in pectore. Giovarmi XXIII non rivelò il nome di ben tre cardinali che si era riservato.
Ma la scorsa settimana abbiamo visto accompagnare la bara da vicino anche altre persone che si possono ritenere familiari del Papa: il portavoce Joaquin Navarro Valls, il capo della polizia vaticana Camillo Cibin, l'ingegnere della Radio Vaticana Roberto Calvigioni, l'uomo che sovrintendeva alla sua voce, il fotografo Arturo Mari, che ha scattato le ultime immagini della bara che cala nella terra, e il medico Renato Buzzonettì. Tutti con gli occhi rossi di pianto, perché lo avevano molto amato. Più da vicino di tutti noi. (A.Bobbio e A.Chiara)