
IL VESCOVO propone la parrocchia come CERCHI CONCENTRICI: “...la comunità è fatta a cerchi concentrici intorno a Cristo: c’è il gruppo apostolico che si fa carico di tutti, il gruppo dei discepoli e quello dei partecipanti all’Eucarestia, che vengono più per interesse personale che per servizio. E poi c’è la comunità battesimale, composta da coloro che frequentano ancora più marginalmente e solo per fruire di beni spirituali. Sono quelli che andavano da Gesù per toccargli il mantello, non per essere degli impegnati. La pretesa che tutti siano degli “impegnati” è assurda. Bisogna recuperare nelle nostre parrocchie la “comunità apostolica”.” cfr. Vita nuova del 28 sett. 2002, pag.5 |
Se in una città si appiccasse il fuoco in svariati punti, anche un focherello modesto, ma che resistesse a tutti gli urti, in poco tempo la città rimarrebbe incendiata. Se in una città, nei punti più disparati, si accendesse il fuoco che Gesù ha portato sulla terra e questo fuoco resistesse per la buona volontà degli abitanti al gelo del mondo, avremmo fra non molto accesa la città d’amor di Dio. Il fuoco che Gesù ha portato sulla terra è Lui stesso, è Carità: quell’amore che non solo lega l’anima a Dio, ma le anime fra loro. Due o più anime fuse nel nome di Cristo, […], che fanno dell’unità fra loro in cristo il loro Ideale, sono una potenza divina nel mondo. Ed in ogni città queste anime possono sorgere nelle famiglie: babbo e mamma, figlio e padre, nuora e suocera; possono trovarsi nelle parrocchie, nelle associazioni, nelle società umane, nelle scuole, negli uffici, dovunque. Non è necessario che siano già sante, perché Gesù l’avrebbe detto; basta che siano unite nel nome di Cristo e non vengano mai meno a questa unità. |