Partiamo dal vangelo: ama la Parrocchia degli altri come la tua! E’ quello che Marilena e Betta hanno cercato di fare a Lagrimone. Ecco la loro esperienza:
“Dal Natale del 2000 (e fino al Natale 2007), ogni sabato e domenica, salivamo a Lagrimone. Nell’autunno di quell'anno, abbiamo conosciuto don Giovanni Orzi, parroco di Tizzano e di altre 11 chiese della montagna. Ci ha esposto la sua situazione, molto diversa dalla nostra, e ci ha chiesto semplicemente un aiuto pastorale; ma lo ha fatto con una “sfumatura” per noi importante: non ci ha comunicato delle attività da svolgere, delle richieste in particolare. Ci ha solo detto “tutto quello che potrete fare sarà un dono, vi chiederei di essere una presenza calda, un punto di riferimento… è pronto anche un piccolo appartamento per voi”. Questa sua richiesta umile e rispettosa della nostra vocazione, ci ha spinto ad accettare con gioia questo impegno. Per noi è un piccolo seme “missionario” ma ogni missione è grande agli occhi di Dio.
Il nostro programma quindi è stato semplicemente questo: “stare accanto” alla gente di lassù, alle meravigliose persone che in questi anni abbiamo conosciuto (bambini, adulti, giovani coppie, malati, anziani), che ci hanno accolto con grande amicizia, e, accanto al sacerdote, don Giovanni (nella foto a destra, col Vescovo di allora, mons.Cesare Bonicelli, Elisabetta e Marilena), condividendo la sua anima pastorale. Quindi, tutte le iniziative concrete, dall’animazione liturgica, alle attività con i bambini, gli adolescenti, gli adulti; tutto questo l'abbiamo vissuto non in sostituzione di forze locali, ma nello spirito della condivisione e di un servizio che “anima”, suscita e valorizza l’impegno di tutti.
Noi eravamo presenti solo alla fine della settimana, ma negli altri giorni la Comunità andava avanti benissimo, anche senza di noi. L’importante è costruire rapporti con le persone e favorire la formazione della Comunità viva. Non si vuole con questo sottovalutare i tentativi di rivitalizzare le parrocchie (unità pastorali, interparrocchie, ecc.), ma solo confermare che senza Comunità vive si rischia di avere un corpo senz’anima."
Le impressioni di don Giovanni: “Sono molto contento di questa esperienza e lo è anche la gente che ha molto gradito la presenza di Marilena e Betta. C’è davvero bisogno di una realtà di comunione tra le parrocchie, per aiutarci a rispondere meglio al Signore che ci vuole componenti dell’unica famiglia dei figli di Dio …”

Durante questi anni di missione, i gruppi giovanili della parrocchia (a sinistra una parte del gruppo del giovedì, a destra alcuni del gruppo del mercoledì) sono stati partecipi dell'esperienza con visite, ritiri, condivisione e collaborazione fattiva. |